Riciclo

Chiudiamo il ciclo!
il percorso dei rifiuti in Liguria

Dai rifiuti ai prodotti
 
 
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Glossario

ARPAL:
Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente Ligure.
Bauxite:
minerale di alluminio, formato da masse terrose di colore bianco-giallastro o rosso-brune.
Biogas:
si intende una miscela di diversi tipi di gas (fra i quali prevale il metano), prodotta dalla fermentazione batterica, in assenza di ossigeno, dei residui organici provenienti dai rifiuti: vegetali in decomposizione, carcasse in putrescenza, liquami zootecnici o di fognatura. Nel processo di decomposizione intervengono alcuni tipi di batteri che producono come scarto anidride carbonica, idrogeno e metano (metanizzazione dei composti organici).
Biomassa:
'bios' in greco indica un'attività biologica, cioè qualcosa di vivo, mentre 'massa' corrisponde a un insieme di elementi. Con tale termine gli ecologi indicano tutta la materia organica di natura sia vegetale sia animale, presente ad esempio in un dato ecosistema (numero di organismi viventi moltiplicato per il loro peso per unità di superficie o in unità di energia). Il concetto di biomassa è strettamente collegato a quello di "produttività", il quale indica la produzione di biomassa per unità di tempo: si tratta di un parametro funzionale, utile allo studio della qualità ambientale e all'evoluzione dello stato di un ecosistema. Questo esempio può chiarire meglio la definizione astratta: immaginiamo un comune prato, dove l'elemento principale è l'erba; potranno poi esserci cespugli, fiori, arbusti e, ai lati, alberi di diverse specie e dimensioni. Tutti questi elementi sono organismi viventi vegetali che crescono e si riproducono grazie alla loro capacità di catturare l'energia solare e di trasformarla appunto in foglie, rami, fiori...
Biosfera:
parte del pianeta Terra (compresa l'atmosfera e l'idrosfera) che include tutti gli organismi viventi e le loro interazioni fisico- chimiche con l'ambiente circostante: tutti gli organismi viventi del pianeta, l'aria, l'acqua e il suolo dove essi vivono.
Cambiamenti climatici:
con tale termine si fa riferimento alle variazioni a livello globale del clima sulla Terra (variazione dei valori medi). Essi si producono a diverse scale temporali su tutti i parametri meteorologici: temperatura massima e minima, precipitazioni, nuvolosità e temperatura del mare. Sono dovuti a cause naturali ma, negli ultimi secoli, si ritiene che l'azione delle attività economiche abbia avuto una consistente influenza sul clima.
Da alcuni anni gli studiosi e le organizzazioni internazionali, deputate alla gestione e alla tutela dell'ambiente, utilizzano questo termine per indicare le variazioni climatiche su scala globale di origine antropica (vedi Effetto serra). Tra i principali effetti derivanti dai cambiamenti climatici di natura antropogenica si menziona: la desertificazione di alcune aree del pianeta, lo scioglimento dei ghiacci, la migrazione di alcune specie animali e l'intensificarsi di eventi naturali estremi (uragani, siccità, alluvioni...).
Capacità di carico:
in ecologia può essere definita come la capacità naturale che un ecosistema possiede di produrre in maniera stabile le risorse necessarie alle specie viventi che lo popolano, senza rischi per la sopravvivenza nel tempo dello stesso. Il termine è comunemente utilizzato anche per indicare la capacità di sostenere il "peso" che una o più attività antropiche (umane) hanno sull'ambiente e sulle risorse naturali.
CDR:
sigla - sta per combustibile solido derivato dai rifiuti.
CE:
sigla - Centro di Esperienza (vedi Il Sistema Ligure di Educazione Ambientale).
CEA:
sigla- Centro di Educazione Ambientale (vedi Il Sistema Ligure di Educazione Ambientale).
CEAP:
sigla - Centro di Educazione Ambientale Provinciale (vedi Il Sistema Ligure di Educazione Ambientale).
CECS:
sigla - sta per Centro di Educazione al Consumo Sostenibile. Il Centro nasce nell'ambito di un progetto promosso da Regione Liguria ed ARPAL, realizzato grazie ad un cofinanziamento europeo Docup Obiettivo 2 (2000-06) e gestito dal CREA, il Centro Regionale di Educazione Ambientale della Liguria (vedi CREA).
Cicli biogeochimici:
si chiamano così i percorsi compiuti dagli elementi chimici presenti sulla terra (come l'azoto, il carbonio, il fosforo) nella biosfera. Si parla di ciclo, perché i percorsi compiuti da tali elementi hanno forma più o meno circolare: partendo dall'ambiente sono usati dai viventi per poi tornare all'ambiente stesso. Il termine 'bio' si riferisce agli organismi viventi e 'geo' alle rocce, all'aria e all'acqua del nostro pianeta. In ogni ciclo si distinguono due comparti: un pool di riserva, generalmente abiotico grande e stabile, dove l'elemento non è immediatamente disponibile per gli organismi, e un pool di scambio, labile, di dimensioni inferiori ma circolante attivamente, dove l'elemento è disponibile per gli organismi e gli scambi tra questi e l'ambiente sono molto più attivi. In base alla localizzazione del pool di riserva, i cicli biogeochimici si distinguono in gassosi (dove il pool di riserva è l'atmosfera o l'idrosfera) e in sedimentari (dove il pull di riserva è la litosfera). Nel primo caso si hanno ad esempio i cicli dell'acqua, del carbonio e dell'azoto; nel secondo quelli del fosforo, dello zolfo, del ferro. In natura, l'insieme dei percorsi che riguardano i processi di riciclo della materia avvengono esclusivamente nel cosiddetto 'pull' di scambio. La biogeochimica studia lo scambio dei materiali tra viventi e non viventi nella biosfera.
Consumo sostenibile:
per l'UNESCO
Il significato di Consumo Sostenibile è complesso e la sua definizione è spesso difficile. La maggior parte delle definizioni ha in comune i seguenti concetti:
  • soddisfare i bisogni umani;
  • favorire una buona qualità della vita attraverso standard decorosi del vivere quotidiano;
  • compartire le risorse tra ricchi e poveri;
  • agire con un'attenzione alle generazioni future;
  • nel consumare, fare attenzione all'impatto di tutto il ciclo di vita;
  • minimizzare l'uso di risorse, la produzione di rifiuti e l'inquinamento".
CREA:
è il Centro Regionale di Educazione Ambientale di Arpal.
Discarica:
la discarica prevede lo stoccaggio definitivo dei rifiuti per strati sovrapposti. Il processo di decomposizione delle sostanze organiche in discarica è anaerobico, ovvero avviene in assenza di ossigeno e porta alla produzione di percolato e biogas, la cui eventuale diffusione nell'ambiente circostante può essere causa di inquinamento del suolo, delle acque e dell'aria. La costruzione di una discarica controllata deve garantire la limitazione del flusso degli inquinanti verso l'ambiente esterno, ad esempio tramite la realizzazione di barriere di impermeabilizzazione, di sistemi di drenaggio del percolato e di pozzi di captazione del biogas.
Ad oggi le discariche sono responsabili del 3% delle emissioni di gas a effetto serra in Europa a causa del metano rilasciato dalla decomposizione anaerobioca dei rifiuti biodegradabili.
Inoltre, l'insieme degli effetti negativi che una discarica può avere sul territorio (cattivi odori, incremento del traffico pesante, rischio di inquinamento) genera spesso conflitti sociali.
Quindi riciclando la porzione organica dei rifiuti oppure, se avete un giardino o un poggiolo, utilizzando l'umido per il compostaggio domestico, contribuirete a ridurre simili problemi; la decomposizione aerobica, infatti, tipica del compostaggio, non emette né metano né cattivi odori!
Ecologia:
il termine è stato proposto dal biologo tedesco Ernst Haeckel nel 1869. Esso deriva dal greco 'oikos' che significa casa o ambiente e 'logos' che significa discorso. L'unione delle due parole significa 'discorso sull'ambiente in cui si vive'. L'ecologia studia tutte le relazioni tra gli esseri viventi (sia animali sia vegetali) e il loro ambiente.
Ecosistema:
il termine è stato proposto per la prima volta nel 1935 dall'ecologo britannico A.G. Tansley: rappresenta l'unità fondamentale di analisi per gli studiosi di ecologica. Esso include l'insieme degli organismi (comunità biotica) presenti in una data area presa in esame, i loro fattori fisico-chimici e le interrelazioni che si vengono a creare tra questi. La parte della terra in cui sono presenti gli ecosistemi è denominata biosfera. Tutti gli ecosistemi sono per definizione sistemi aperti (vedi sistema aperto). Un semplice esempio chiarisce meglio il concetto: un laghetto artificiale abitato da pesciolini rossi è un ecosistema formato dai pesci e dagli altri organismi che vivono al suo interno, dall'acqua del laghetto, dal suolo, dai fattori fisico-chimici e dalle interrelazioni che tra questi si creano.
Effetto serra:
è un fenomeno naturale che rende possibile la vita sul pianeta. Esso consiste nella 'cattura' di una parte della radiazione solare ad opera di una sottile fascia di gas detti appunto 'gas ad effetto serra' (ad es. anidride carbonica, ossidi di azoto, metano). Il nome deriva dalla similitudine con quanto avviene nelle serre per la coltivazione delle piante. Una concentrazione eccessiva di tali gas nell'atmosfera determina l'innalzamento della temperatura sulla Terra, fenomeno che nel tempo è causa di una serie di alterazioni del clima riassumibili col termine di cambiamenti climatici.
Energia:
indica la capacità di un sistema o di un corpo di compiere un lavoro oppure di produrre calore. Questa capacità si manifesta in forme diverse: ad esempio come movimento (energia cinetica), posizione (energia potenziale), radiazioni elettromagnetiche (energia raggiante), calore(energia termica).
Esternalità ambientale:
termine utilizzato dagli economisti per indicare uno o più effetti dell'azione di un soggetto economico sul benessere di altri soggetti non direttamente coinvolti. Se gli effetti presi in considerazione sono 'positivi' (ad es. ascoltare la mia canzone preferita proveniente dall'appartamento accanto aumenta il mio benessere) si parla di esternalità positive; se gli effetti sono 'negativi' (ad es. respirare dal mio terrazzo il gas di scarico prodotto dall'autofficina ubicata al piano sottostante il mio appartamento riduce il mio benessere) si parla di esternalità negativa. Per gli economisti le esternalità rappresentano un fallimento del mercato che va 'corretto' attraverso l'utilizzo di diversi strumenti: normativi (ad es. divieti, limiti di emissioni in atmosfera), economici (tasse e sussidi), di mercato (permessi negoziabili) e volontari (ad es. certificazione ambientale, marchi ecologici).
FSC:
sigla - Sta per Forest Stewardship Council. Esso rientra tra i marchi di qualità ecologica e indica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
HDPE (o PEAD):
sigla - sta per Polietilene ad Alta densità.
Humus:
è un componente chimico del terreno che deriva da un processo di decomposizione e di rielaborazione della materia organica ad opera di numerosi organismi umificanti. Costituisce la parte più attiva, dal punto di vista chimico-fisico, della sostanza organica del terreno che interagisce con la frazione minerale e con la soluzione circolante, influenzando le proprietà chimiche e fisiche del sottosuolo.
Impatto ambientale:
il termine sta ad indicare l'effetto che un'azione di origine antropica (determinata per esempio dalle attività economiche di produzione o di consumo) o naturale (inondazioni, uragani, terremoti...) produce sugli organismi viventi, incluso l'uomo, e sull'ambiente fisico circostante.
LabTer:
acronimo - Laboratorio territoriale (vedi Il Sistema Ligure di Educazione Ambientale).
MPS:
sigla - sta per Materia Prima Seconda. Le aziende che si occupano del recupero e del riciclo dei rifiuti differenziati identificano con tale sigla tutti quei rifiuti che, attraverso processi di lavorazione intermedia, si trasformano nuovamente in risorsa, ovvero in materie prime riutilizzabili negli impianti per la produzione di carta, plastica, metalli e vetro. Da qui il nome di materie prime 'seconde', in quanto originate da un processo di lavorazione intermedio.
MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale):
istituito con la Legge 70 del 1994 è una dichiarazione annuale che deve essere presentata alle Camere di Commercio dai Soggetti coinvolti, a diverso titolo, nella produzione e nella gestione (raccolta, trasporto e trattamento) dei rifiuti urbani e speciali.
Organismi consumatori o eterotrofi:
sono rappresentati da tutti gli organismi animali che per alimentarsi ingeriscono altri organismi animali o vegetali.
Organismi decompositori o osmotrofi:
principalmente batteri e funghi che ottengono la loro energia sia demolendo tessuti organici morti sia assorbendo materia organica disciolta, secreta o estratta da piante o altri organismi.
Organismi produttori o autotrofi:
sono principalmente le alghe e le piante verdi (sia terrestri sia acquatiche) che sintetizzano il proprio nutrimento trasformando l'energia solare attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana.
Percolazione/percolato:
si tratta della parte liquida che deriva dall'attività di decomposizione dei rifiuti in discarica. È la parte più inquinante e pericolosa che viene appositamente raccolta e smaltita come rifiuto speciale. Se rilasciata nell'ambiente si può infiltrare nelle falde acquifere sottostanti la discarica, provocando rilevanti danni ambientali.
PET:
sigla - sta per Polietilene tereftalato o polietilentereftalato. È una materia plastica, composta da ftalati, adatta al contatto alimentare; fa parte della famiglia dei poliesteri.
Polietilene (o politene):
è il più semplice dei polimeri sintetici ed è il più comune fra le materie plastiche. Questo materiale versatile ha una struttura molto semplice, la più semplice di tutti i polimeri commerciali. La molecola di polietilene è una lunga catena di atomi di carbonio, con due atomi di idrogeno attaccati a ciascun atomo di carbonio. Nei contenitori per alimenti è spesso indicato con la sigla 'PE'. È comunemente utilizzato come isolante per cavi elettrici, film per l'agricoltura, buste e sacchetti della spesa, contenitori di vario tipo (ad esempio per gli shampoo), strato interno di contenitori asettici per liquidi alimentari (Tetra Brik Aseptic), giocattoli per bambini, giubbotti antiproiettile e molto altro.
Polimero:
(dal greco molte parti) è una macromolecola, ovvero una molecola dall'elevato peso molecolare, formata da un gran numero di piccole molecole (monomeri) uguali o unite a catena mediante la ripetizione dello stesso tipo di legame. Sebbene anche le macromolecole tipiche dei sistemi viventi (proteine, acidi nucleici, polisaccaridi) siano polimeri, col termine si intendono comunemente le macromolecole di origine sintetica: materie plastiche (vedi Polietilene), gomme sintetiche e fibre tessili derivate (ad esempio il Nylon).
RAAE (in inglese WEEE):
è l'acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Secondo il D.Lgs. 152/06 (vedi rifiuto) sono rifiuti quelle sostanze di cui il detentore vuole disfarsi oppure è obbligato dalla legge a disfarsi. Il D.lgs. 151/05 definisce inoltre AEE tutte le apparecchiature che "dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici e quelle di generazione, di trasferimento e di misura di campi e correnti, appartenenti alle categorie di cui all'allegato I A, del D.Lgs. 151/05, e progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua". Il maggior impatto per l'ambiente legato alle AEE è dovuto alle sostanze in esse contenute; pertanto la Comunità Europea è intervenuta a regolamentare sia l'impiego di particolari sostanze tramite la Dir. 2002/95/CEE, nota come direttiva RoHS, sia lo smaltimento delle RAEE con le direttive 2002/96/CEE e 2003/108/CEE (che modifica la dir. 2002/96/CEE). Tali disposizioni sono state recepite dal citato D.Lgs. 151/05. (vedi Riferimenti legislativi).

Rifiuto:
ecco cosa si intende per ‘rifiuti’ nel linguaggio comune:
"Tutti gli oggetti, materiali o sostanze di scarto derivanti dalle attività umane di cui ci si vuole disfare o si è obbligati a farlo per legge. Si tratta di materiali diventati inutilizzabili perché rotti, consumati oppure dannosi alla salute."
… ma attenzione!
la produzione di rifiuti può essere ridotta alla fonte, e molti materiali post-consumo comunemente considerati “rifiuto”, attraverso attività di riparazione, riutilizzo, riciclo e compostaggio possono esser trasformati in “risorsa”.
Risorse non rinnovabili:
sono risorse naturali, disponibili in natura in quantità predeterminata; pertanto andrebbero utilizzate con parsimonia. Rientrano in questa voce tutti i combustibili fossili (carbone, metano, petrolio) originatisi sulla Terra nel corso dei millenni e tutte le risorse naturali estratte dall'uomo (ad es. minerali, marmo, metalli preziosi). Sebbene anch'esse seguano un proprio processo di ricrescita temporale, si tratta di un ciclo lunghissimo, di natura geologica, inconsistente rispetto ai tempi di evoluzione della civiltà umana. Il petrolio ad esempio impiega milioni di anni per formarsi, lo stesso vale per le altre fonti di energia fossile (gas, carbone...). Dal punto di vista di una gestione sostenibile, occorre considerare queste risorse date in quantità fissa.
Risorse rinnovabili:
sono risorse che per le loro caratteristiche naturali o per effetto della coltivazione dell'uomo rinnovano la loro disponibilità in tempi brevi e risultano, quindi, disponibili per la sopravvivenza umana in maniera pressoché indefinita. Si suole distinguere tra risorse 'coltivabili' (foreste, pascoli e, generalmente, suolo agricolo) e risorse 'energetiche'.
Per quanto riguarda le prime, il mantenimento delle caratteristiche di rinnovabilità dipende dalle tecniche di coltivazione adottate e dal tasso di sfruttamento rispetto al tasso naturale di rinnovo (vedi tasso di rinnovo delle risorse). Per quanto concerne l'energia, si tratta di risorse o, più propriamente, di fonti rinnovabili: l'irraggiamento solare (per produrre energia termica ed elettrica), il vento (fonte eolica d'elettricità), le maree e le correnti marine in genere, i salti d'acqua (fonte idroelettrica) e le biomasse (generazione termica e cogenerazione di calore ed elettricità). Una risorsa rinnovabile si dice anche 'sostenibile', se il tasso di riproduzione della medesima è uguale o superiore a quello di utilizzo. Tale concetto implica la necessità di un uso razionale delle risorse rinnovabili, in particolare di quelle forestali, per le quali la disponibilità non è illimitata, rispetto ai tempi d'evoluzione della civiltà umana sulla terra.
Sistema aperto:
in termodinamica un sistema aperto è un sistema che interagisce con l'ambiente esterno scambiando sia energia (lavoro o calore) sia materia. Gli ecosistemi sono sistemi aperti.
Sistema chiuso:
in termodinamica un sistema chiuso è un sistema che interagisce con l'ambiente esterno scambiando solo energia (esempio bombola di gas).
Sistema isolato:
in termodinamica un sistema isolato è un sistema che non interagisce in alcun modo con l'esterno, ovvero non scambia né materia né energia.
Sostanza ammendante:
per ammendante si intende qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, minerale od organica, capace di modificare e migliorare le caratteristiche chimico-fisiche e biologiche di un terreno. Il compost è sostanza ammendante di origine organica in quanto derivante dalla decomposizione dell'umido (ovvero dalla frazione organica dei rifiuti sia di origine vegetale sia animale). Se i rifiuti utilizzati per produrlo provengono esclusivamente dalle potature di orti e giardini (cosiddetto Verde), si ottiene ammendante compostato verde; se ad esso si aggiunge l'umido, si ottiene ammendante compostato misto. Quest'ultimo per legge (d. Lgs. n. 217/06) è definito di "qualità" e si presta a diverse utilizzazioni: per ripristini ambientali, come terriccio per vivaismo o in agricoltura come concime naturale o ammendante.
Sviluppo sostenibile:
la prima definizione del termine è contenuta nel 'Rapporto Brundtland' (dal nome della presidente della Commissione, la norvegese Gro Harlem Brundtland) del 1987 ed è stata poi ripresa dalla Conferenza mondiale sull'ambiente e lo sviluppo dell'ONU (World Commission on Environment and Development, WCED).
"lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare le proprie necessità".
Sebbene questa definizione sintetizzi, in maniera molto semplificata, alcuni aspetti importanti del rapporto tra sviluppo economico, rispetto dell'ambiente ed equità sociale, essa è difficilmente traducibile in termini operativi. Per tale motivo, negli anni successivi, studiosi e ricercatori hanno elaborato criteri operativi di applicazione del concetto. Nel 1991, l'ecologo Herman Daly riconduce lo sviluppo sostenibile al verificarsi di tre condizioni generali riguardanti l'uso delle risorse naturali da parte dell'uomo:
  • il tasso di utilizzo delle risorse rinnovabili non deve essere superiore al loro tasso di rigenerazione;
  • l'immissione di sostanze inquinanti non deve superare la capacità di carico dell'ambiente stesso;
  • lo stock di risorse non rinnovabili deve restare costante nel tempo.
Nel 1994, l'ICLEI (International Council for Local Environmental Initiatives) fornisce un'ulteriore definizione di sviluppo sostenibile: "Lo sviluppo che fornisce elementi ecologici, sociali ed opportunità economiche a tutti gli abitanti di una comunità, senza creare una minaccia alla vitalità del sistema naturale, urbano e sociale che da queste opportunità dipendono".
Tasso di rinnovo delle risorse:
indica il periodo di tempo necessario alle risorse rinnovabili utilizzate dall'uomo e dagli animali per ricostituirsi naturalmente, evitando l'esaurimento delle stesse. Per mantenere inalterata nel tempo la quantità disponibile di risorse rinnovabili occorre che il loro prelievo sia minore o uguale al tasso di rinnovo. (vedi Risorse rinnovabili)
WEEE:
sta per Waste Electrical and Electronic Equipment. Per la spiegazione si veda RAEE.