RSA in Liguria - edizione 2019
[gennaio 2020] 

Una fotografia dell'ambiente ligure aggiornata in base ai dati più recenti, per verificare cosa è migliorato e quali sono gli aspetti su cui gli Enti competenti devono concentrare ancora attenzione e impegno.
Questo il contenuto della nuova edizione della Relazione sullo stato dell'ambiente in Liguria (RSA), curata dalla Vice Direzione Generale Ambiente della Regione in collaborazione con ARPAL. L'obiettivo è presentare informazioni scientificamente rigorose e nello stesso tempo di facile lettura anche per un pubblico non specialistico.

Sebbene l'andamento delle emissioni di inquinanti e delle concentrazioni in aria ambiente nella Regione Liguria, analogamente alla tendenza nazionale, mostri una generale diminuzione, i risultati della valutazione 2018 evidenziano il persistere di alcune criticità.
L'inquinante maggiormente critico risulta essere ancora il biossido di azoto, per cui il valore limite sulla media annuale risulta superato a Genova in tutte le stazioni orientate al monitoraggio del traffico veicolare e a La Spezia in una stazione da traffico, influenzata anche dalle attività portuali. A Busalla, nella stazione orientata al monitoraggio del traffico veicolare, il superamento del limite medio annuo, non si è invece ripresentato nel 2018.
Si conferma il superamento del valore obiettivo per il benzo(a)pirene nella stazione di Cairo Montenotte, in area industrializzata.
Per l'ozono si evidenzia il perdurare del superamento dei valori obiettivo nella maggior parte delle postazioni di misura.
Per quanto riguarda invece il PM10, anche nel 2018 non si segnalano superamenti del valore limite sulla media giornaliera.
Le fonti su cui agire con priorità sono il traffico urbano, gli impianti di combustione e le navi in stazionamento nei porti. Agire su queste fonti e sul risparmio energetico, in particolare degli edifici, può contribuire anche alla diminuzione delle emissioni di CO2.

Sul fronte della gestione dei rifiuti, cala ancora il rifiuto destinato allo smaltimento, mentre cresce il differenziato avviato a recupero, pur avendo riscontrato dopo alcuni anni un nuovo lieve aumento nella produzione totale di rifiuti. Di conseguenza la produzione pro-capite nel 2018 è salita a 537 Kg/abitante dai 529 Kg/abitante del 2017. Il dato supera ancora di circa il 10% la media nazionale, a causa dell'incidenza rilevante dei flussi turistici sui comuni costieri liguri. I dati 2018 evidenziano un'ulteriore crescita, fino al 49,67%, della raccolta differenziata in Liguria, sebbene si riscontri un lieve decremento in area metropolitana, dovuto al calo del Comune di Genova che scende dal 34,22% del 2017 al 33,49% del 2018. È pertanto decisivo che anche il capoluogo cambi passo per raggiungere gli obiettivi previsti al 2020: al netto di Genova, il resto della Regione si trova infatti già ad una percentuale di raccolta differenziata di circa 59%. Salgono a 110 i Comuni che hanno superato il 65%.

L'ecosistema costiero è generalmente in salute, con tutti gli indicatori biologici esaminati in condizioni almeno sufficiente ed una grande maggioranza in stato almeno buono, con tendenza al miglioramento, confermata dai dati di monitoraggio 2014-2018; per contro esistono alcuni inquinanti di natura chimica la cui presenza risulta localmente ancora al di fuori degli standard di qualità obiettivo per il 2021; tale criticità si riscontra raramente nelle acque, più diffusamente nei sedimenti marini.
Le acque interne superficiali presentano il 94% dei corpi idrici in stato chimico buono e circa l'80% in stato ecologico buono. I dati dell'anno 2018 sono sostanzialmente in linea con quelli del periodo precedente. La qualità dei laghi valutata nei 7 principali invasi artificiali risulta ovunque soddisfacente.
Sostanzialmente stazionaria la situazione delle acque sotterranee che presentano ancora diversi superamenti dei limiti per alcuni parametri chimici, anche se in alcuni casi dovuti alla natura stessa della matrice rocciosa; l'analisi del trend 2012-2015 / 2016-2018 evidenzia un generalizzato miglioramento nella concentrazione di nitrati nelle acque sotterranee delle zone vulnerabili individuate (Piana di Albenga e bacino Argentina) .

La ricchezza di biodiversità animale e vegetale in Liguria è documentata dalla presenza di oltre 3598 entità sistematiche nella check list dell'osservatorio ligure della biodiversità (LIBIOSS).

Per quanto riguarda la difesa suolo, gli studi condotti per la direttiva Alluvioni hanno permesso di affinare nel corso del 2015 le stime relative alla percentuale di popolazione residente in aree inondabili: 16% Imperia, 20% Genova, 31% nel savonese e 23% nello spezzino. La popolazione a rischio supera il 60% nei Comuni di Diano Marina, Vallecrosia, Borghetto S. Spirito, Carasco, Chiavari, Ameglia e Brugnato. Inoltre risultano situati in aree a rischio 238 scuole e 4 ospedali.
Dal 2006 al 2019, sono stati finanziati con oltre 550 milioni di euro interventi strutturali di difesa del suolo soprattutto nelle zone colpite dall'alluvione 2014, ma il fabbisogno per interventi finalizzati alla messa in sicurezza delle aree a rischio molto elevato ed elevato, come desumibile dai piani di bacino approvati, ammonta a circa 1,5 miliardi di euro.

La RSA è uno strumento totalmente informatizzato, consultabile e navigabile nella sezione banche dati dei servizi on-line.
La Relazione è organizzata in tre parti: la prima parte elenca le diverse aree tematiche; a queste seguono le azioni trasversali di risposta (VIA, Educazione Ambientale, strumenti di sostenibilità e controlli ambientali); chiude il quadro complessivo degli indicatori ambientali.
All'inizio di ogni capitolo vengono descritti sinteticamente gli aggiornamenti e gli aspetti di maggiore interesse per la tematica trattata. E' stato inoltre aggiornato il quadro degli indicatori: la loro valutazione è rappresentata da particolari smileys (tecnicamente detti icone di Chercoff), già impiegati a livello europeo e nazionale, che rappresentano il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla normativa di settore o esprimono un giudizio sulla base della conoscenza del fenomeno.
Gli indicatori vengono approfonditi con commenti, grafici e tabulati che riportano i valori numerici e l'andamento negli anni. In molti casi è possibile anche accedere alle banche dati di origine che hanno consentito il popolamento dei singoli indicatori ed esportare gli stessi in formato .csv.

Accedi alla Relazione 2019

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