Bosco in Liguria
Bonifiche

Il tema della bonifica dei siti inquinati ha assunto oggi un crescente rilievo nel quadro della tutela dell'ambiente, in parallelo alla maggiore sensibilità da parte dei soggetti privati e pubblici coinvolti. Una bonifica è un incrocio di azioni tra aspetti tecnici e giuridici legati indissolubilmente. I primi riguardano l'aspetto materiale: dalla caratterizzazione all'intervento passando attraverso i costi, mentre i secondi delimitano il campo delle responsabilità, stabiliscono le competenze e determinano i procedimenti.

"Qualunque fatto doloso o colposo commesso in violazione di disposizioni di legge (...) che comprometta l'ambiente (...) obbliga l'autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato". Il principio "chi inquina paga" introduce la responsabilità specifica del soggetto che esercitando un'attività diventa causa di un danno arrecato all'ambiente e trova riferimento principale nella legge 349/86.

Il tema della bonifica dei siti inquinati ha la sua prima vera definizione con il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, (Decreto Ronchi) in cui si ribadisce l'obbligo del responsabile dell'inquinamento di procedere a proprie spese agli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale dei siti inquinati. Si introduce, inoltre, la possibilità del contributo pubblico per un intervento di bonifica quando sussistono preminenti interessi pubblici connessi a esigenze di tutela della salute pubblica, dell'ambiente e dell'occupazione.

L'avvio vero e proprio dei progetti di bonifica è riconducibile al decreto ministeriale n. 471 del 25 ottobre 1999, in cui vengono definiti i criteri, le procedure e le modalità per la bonifica di siti inquinati. Successivamente, con la legge n. 426 del 9 dicembre 1998 e con il decreto n. 468 del 18 settembre 2001, vengono individuati dal Ministero dell'Ambiente siti inquinati e ad alto rischio ambientale definiti di interesse nazionale e per i quali sono previsti risorse economiche e priorità di intervento.
In Liguria sono tre i siti di interesse nazionale (che prendono il nome dai relativi impianti presenti nella zona): Stoppani - Cogoleto (Genova), Pitelli - La Spezia, Acna - Cengio (Savona). La legge individua anche come critica l'area industriale e portuale di Genova (Acciaierie Ilva) e impegna risorse economiche per la sua bonifica e la riqualificazione.

Oggi la materia è regolata dal decreto legislativo n.152 del 3 aprile 2006, il cosiddetto Codice dell'ambiente che ha riformato completamente la normativa precedente e nel quale assume un ruolo centrale la procedura dell'analisi di rischio e la distinzione tra iter e interventi da adottare per i siti in attività rispetto ai siti dismessi. Sono stati, inoltre, modificati i principali aspetti amministrativi e l'articolazione delle fasi progettuali.
A seguito del d.lgs. 152/06 la Regione Liguria, con la legge regionale n.10/2009 e successive modifiche e integrazioni, ha trasferito molte competenze amministrative agli Enti locali, riservandosi il completamento della pianificazione di settore attraverso il Piano regionale di bonifica dei siti contaminati, la gestione dell'anagrafe dei siti da bonificare e la gestione delle procedure amministrative relative ai siti riconosciuti "di interesse regionale".

Per scaricare il testo coordinato della l.r. 10/2009 e successive modifiche, cliccare sulla voce "normativa del settore" dalla box di destra dei servizi on-line.

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Bonifiche

Il tema della bonifica dei siti inquinati ha assunto oggi un crescente rilievo nel quadro della tutela dell'ambiente, in parallelo alla maggiore sensibilità da parte dei soggetti privati e pubblici coinvolti. Una bonifica è un incrocio di azioni tra aspetti tecnici e giuridici legati indissolubilmente. I primi riguardano l'aspetto materiale: dalla caratterizzazione all'intervento passando attraverso i costi, mentre i secondi delimitano il campo delle responsabilità, stabiliscono le competenze e determinano i procedimenti.

"Qualunque fatto doloso o colposo commesso in violazione di disposizioni di legge (...) che comprometta l'ambiente (...) obbliga l'autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato". Il principio "chi inquina paga" introduce la responsabilità specifica del soggetto che esercitando un'attività diventa causa di un danno arrecato all'ambiente e trova riferimento principale nella legge 349/86.

Il tema della bonifica dei siti inquinati ha la sua prima vera definizione con il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, (Decreto Ronchi) in cui si ribadisce l'obbligo del responsabile dell'inquinamento di procedere a proprie spese agli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale dei siti inquinati. Si introduce, inoltre, la possibilità del contributo pubblico per un intervento di bonifica quando sussistono preminenti interessi pubblici connessi a esigenze di tutela della salute pubblica, dell'ambiente e dell'occupazione.

L'avvio vero e proprio dei progetti di bonifica è riconducibile al decreto ministeriale n. 471 del 25 ottobre 1999, in cui vengono definiti i criteri, le procedure e le modalità per la bonifica di siti inquinati. Successivamente, con la legge n. 426 del 9 dicembre 1998 e con il decreto n. 468 del 18 settembre 2001, vengono individuati dal Ministero dell'Ambiente siti inquinati e ad alto rischio ambientale definiti di interesse nazionale e per i quali sono previsti risorse economiche e priorità di intervento.
In Liguria sono tre i siti di interesse nazionale (che prendono il nome dai relativi impianti presenti nella zona): Stoppani - Cogoleto (Genova), Pitelli - La Spezia, Acna - Cengio (Savona). La legge individua anche come critica l'area industriale e portuale di Genova (Acciaierie Ilva) e impegna risorse economiche per la sua bonifica e la riqualificazione.

Oggi la materia è regolata dal decreto legislativo n.152 del 3 aprile 2006, il cosiddetto Codice dell'ambiente che ha riformato completamente la normativa precedente e nel quale assume un ruolo centrale la procedura dell'analisi di rischio e la distinzione tra iter e interventi da adottare per i siti in attività rispetto ai siti dismessi. Sono stati, inoltre, modificati i principali aspetti amministrativi e l'articolazione delle fasi progettuali.
A seguito del d.lgs. 152/06 la Regione Liguria, con la legge regionale n.10/2009 e successive modifiche e integrazioni, ha trasferito molte competenze amministrative agli Enti locali, riservandosi il completamento della pianificazione di settore attraverso il Piano regionale di bonifica dei siti contaminati, la gestione dell'anagrafe dei siti da bonificare e la gestione delle procedure amministrative relative ai siti riconosciuti "di interesse regionale".

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