Siti di interesse nazionale

I siti di interesse nazionale sono stati definiti dal decreto legislativo 22/97 (decreto Ronchi) e nel decreto ministeriale 471/99 e ripresi dal decreto 152/2006 che stabilisce che essi sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini sanitari e ecologici nonché di pregiudizio per i beni culturali e ambientali.

Il Ministero dell'ambiente con la legge 426/98, per consentire il concorso pubblico nella realizzazione di interventi di bonifica dei siti inquinati ritenuti di interesse nazionale, individua alcune aree industriali e siti ad alto rischio ambientale e stanzia dei finanziamenti per i primi interventi.

Con il decreto ministeriale 468/01 Programma nazionale di bonifica e di ripristino ambientale, si individuano ulteriori aree industriali e altri siti ad alto rischio ambientale (ritenuti di interesse nazionale e per i quali è necessario prevedere interventi di bonifica), le priorità, i soggetti beneficiari e i criteri di finanziamento, con una prima ripartizione alle singole regioni delle risorse finanziarie disponibili.
Per la Liguria i siti individuati sono tre:
1. Cengio - Saliceto: assegnati 80 miliardi di lire
2. Pitelli (La Spezia): assegnati 18 miliardi di lire
3. Cogoleto (Stoppani) : assegnati 11,4 miliardi di lire

Le procedure e le modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale sono regolate dal decreto 471/99 che attribuisce al Ministero dell'ambiente, d'intesa con la Regione territorialmente competente, l'approvazione dei progetti e l'autorizzazione alla realizzazione dei relativi interventi.
La legge 426/1998 ha inoltre individuato come critica l'area industriale e portuale di Genova (Acciaierie Ilva) alla quale sono stati assegnati, con la stessa legge n.426 e con leggi successive, un totale di 193.268.629,97 euro distribuiti su un periodo di 15 anni.

Siti di interesse nazionale

I siti di interesse nazionale sono stati definiti dal decreto legislativo 22/97 (decreto Ronchi) e nel decreto ministeriale 471/99 e ripresi dal decreto 152/2006 che stabilisce che essi sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini sanitari e ecologici nonché di pregiudizio per i beni culturali e ambientali.

Il Ministero dell'ambiente con la legge 426/98, per consentire il concorso pubblico nella realizzazione di interventi di bonifica dei siti inquinati ritenuti di interesse nazionale, individua alcune aree industriali e siti ad alto rischio ambientale e stanzia dei finanziamenti per i primi interventi.

Con il decreto ministeriale 468/01 Programma nazionale di bonifica e di ripristino ambientale, si individuano ulteriori aree industriali e altri siti ad alto rischio ambientale (ritenuti di interesse nazionale e per i quali è necessario prevedere interventi di bonifica), le priorità, i soggetti beneficiari e i criteri di finanziamento, con una prima ripartizione alle singole regioni delle risorse finanziarie disponibili.
Per la Liguria i siti individuati sono tre:
1. Cengio - Saliceto: assegnati 80 miliardi di lire
2. Pitelli (La Spezia): assegnati 18 miliardi di lire
3. Cogoleto (Stoppani) : assegnati 11,4 miliardi di lire

Le procedure e le modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale sono regolate dal decreto 471/99 che attribuisce al Ministero dell'ambiente, d'intesa con la Regione territorialmente competente, l'approvazione dei progetti e l'autorizzazione alla realizzazione dei relativi interventi.
La legge 426/1998 ha inoltre individuato come critica l'area industriale e portuale di Genova (Acciaierie Ilva) alla quale sono stati assegnati, con la stessa legge n.426 e con leggi successive, un totale di 193.268.629,97 euro distribuiti su un periodo di 15 anni.

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