geologia regionale ligure
Introduzione alla geologia regionale

Il territorio della Liguria si sviluppa su una sottile striscia di terra larga dai 7 ai 35 Km, lunga mediamente circa 240 Km, affacciata direttamente sul mar Ligure e delimitata a nord dai contrafforti montuosi appartenenti ai sistemi orografici alpino e appenninico.
Le catene montuose sono il risultato di enormi masse rocciose (distinte in falde o unità tettoniche) che, durante le varie fasi orogenetiche, sono state deformate, traslate e dislocate dalla loro posizione originaria e impilate una sull'altra. In Liguria sono così presenti due sistemi di appilamento o di vergenza, corrispondenti a ponente alla catena alpina e a levante a quella appenninica.
Il confine, o meglio la linea che differenzia i due settori è individuata, allo stato attuale delle conoscenze, in corrispondenza di una lineazione tettonica conosciuta in letteratura come "Linea Sestri Voltaggio".
Dalla linea dello spartiacque, posta a una quota media di circa 1000 metri sul livello del mare, si osserva una disposizione asimmetrica dei versanti che comporta un'energia di rilevo mediamente più elevata lungo il settore tirrenico rispetto a quello padano. In particolare il versante marittimo, nel tratto appenninico, presenta una disposizione delle valli parallele alla linea di costa (ad esempio Val Fontanabuona o Val di Magra), diversamente dall'area alpina dove l'asse vallivo presenta mediamente un assetto submeridiano.

Le fasi principali dell'orogenesi alpina si realizzarono, nel settore delle Alpi liguri, all'incirca tra i 90 e 40 milioni di anni fa, attraverso l'avvicinamento e la successiva collisione di due paleocontimenti: l'Euroasia e l'Africa. Ciò produsse la deformazione sia dei materiali oceanici interposti, sia di quelli continentali più prossimi alla zona di collisione, che vennero traslati verso l'avampaese e sovrapposti gli uni sugli altri, formando un edificio a falde di ricoprimento.
L'orogenesi appenninica è legata all'apertura del mar Ligure avvenuta nel Miocene inferiore (24-5 milioni di anni fa). Anche in questo caso la rotazione del blocco sardo-corso ha determinato un raccorciamento crostale e quindi l'appilamento di falde verso le regioni esterne, ossia verso l'attuale Adriatico. In epoche più recenti (Oligocene e Miocene) il mare, avanzando sulle terre emerse, forma un bacino (noto come "bacino terziario piemontese") che corrisponde in parte all'attuale versante padano.

Le successive fasi distensive plioceniche hanno determinato una tettonica di tipo fragile instaurando situazioni di alti e bassi morfologici con prevalenza di depositi fini (esempio: argille di Ortovero). Le lineazioni principali, associate a tale dinamica distensiva, presentano orientazioni prevalenti verso NO-SE, NE-SO, N-S e E-W e risultano condizionare spesso la disposizione degli assi vallivi, della linea di costa e l'evoluzione dei rilievi.

Da un punto di vista geologico in senso lato è possibile individuare alcuni ambiti di caratteristiche litologiche omogenee.
Nella zona compresa tra Ventimiglia e Albenga sono ben rappresentati i flysch calcareo marnosi e arenacei, tra cui spiccano il gruppo calcareo del Toraggio (1973 m), Pietravecchia (2038 m) e il monte Saccarello (2200 m), il più alto della regione.
Nell'area centro-occidentale prevalgono, nell'areale savonese, litotipi appartenenti al "dominio brianzonese" (principalmente gneiss, anfiboliti, graniti, porfiroidi e successioni sedimentarie calcareo dolomitiche) mentre nel genovesato, fino al passo dei Giovi, si rilevano terreni di natura metamorfica (ofioliti e calcescisti) oltreché argilliti e successioni carbonatiche, lungo l'allineamento Sestri Voltaggio.
Nel settore di competenza padana sono presenti litotipi afferenti al complesso sedimentario denominato "Btp - bacino terziario piemontese" sovrastanti, in discordanza stratigrafica, i terreni sopra citati.
A levante dei Giovi, fino all'abitato di Chiavari, il versante marittimo è costituito prevalentemente da flysch calcareo marnosi, per la restante parte si rilevano flysch scistoso argillitico e, in minor misura, successioni ofiolitiche e arenacee.
Nell'estremità orientale ligure affiorano rocce calcaree e arenacee di natura flyschoide afferenti alle sequenze toscane.

geologia regionale ligure
Introduzione alla geologia regionale

Il territorio della Liguria si sviluppa su una sottile striscia di terra larga dai 7 ai 35 Km, lunga mediamente circa 240 Km, affacciata direttamente sul mar Ligure e delimitata a nord dai contrafforti montuosi appartenenti ai sistemi orografici alpino e appenninico.
Le catene montuose sono il risultato di enormi masse rocciose (distinte in falde o unità tettoniche) che, durante le varie fasi orogenetiche, sono state deformate, traslate e dislocate dalla loro posizione originaria e impilate una sull'altra. In Liguria sono così presenti due sistemi di appilamento o di vergenza, corrispondenti a ponente alla catena alpina e a levante a quella appenninica.
Il confine, o meglio la linea che differenzia i due settori è individuata, allo stato attuale delle conoscenze, in corrispondenza di una lineazione tettonica conosciuta in letteratura come "Linea Sestri Voltaggio".
Dalla linea dello spartiacque, posta a una quota media di circa 1000 metri sul livello del mare, si osserva una disposizione asimmetrica dei versanti che comporta un'energia di rilevo mediamente più elevata lungo il settore tirrenico rispetto a quello padano. In particolare il versante marittimo, nel tratto appenninico, presenta una disposizione delle valli parallele alla linea di costa (ad esempio Val Fontanabuona o Val di Magra), diversamente dall'area alpina dove l'asse vallivo presenta mediamente un assetto submeridiano.

Le fasi principali dell'orogenesi alpina si realizzarono, nel settore delle Alpi liguri, all'incirca tra i 90 e 40 milioni di anni fa, attraverso l'avvicinamento e la successiva collisione di due paleocontimenti: l'Euroasia e l'Africa. Ciò produsse la deformazione sia dei materiali oceanici interposti, sia di quelli continentali più prossimi alla zona di collisione, che vennero traslati verso l'avampaese e sovrapposti gli uni sugli altri, formando un edificio a falde di ricoprimento.
L'orogenesi appenninica è legata all'apertura del mar Ligure avvenuta nel Miocene inferiore (24-5 milioni di anni fa). Anche in questo caso la rotazione del blocco sardo-corso ha determinato un raccorciamento crostale e quindi l'appilamento di falde verso le regioni esterne, ossia verso l'attuale Adriatico. In epoche più recenti (Oligocene e Miocene) il mare, avanzando sulle terre emerse, forma un bacino (noto come "bacino terziario piemontese") che corrisponde in parte all'attuale versante padano.

Le successive fasi distensive plioceniche hanno determinato una tettonica di tipo fragile instaurando situazioni di alti e bassi morfologici con prevalenza di depositi fini (esempio: argille di Ortovero). Le lineazioni principali, associate a tale dinamica distensiva, presentano orientazioni prevalenti verso NO-SE, NE-SO, N-S e E-W e risultano condizionare spesso la disposizione degli assi vallivi, della linea di costa e l'evoluzione dei rilievi.

Da un punto di vista geologico in senso lato è possibile individuare alcuni ambiti di caratteristiche litologiche omogenee.
Nella zona compresa tra Ventimiglia e Albenga sono ben rappresentati i flysch calcareo marnosi e arenacei, tra cui spiccano il gruppo calcareo del Toraggio (1973 m), Pietravecchia (2038 m) e il monte Saccarello (2200 m), il più alto della regione.
Nell'area centro-occidentale prevalgono, nell'areale savonese, litotipi appartenenti al "dominio brianzonese" (principalmente gneiss, anfiboliti, graniti, porfiroidi e successioni sedimentarie calcareo dolomitiche) mentre nel genovesato, fino al passo dei Giovi, si rilevano terreni di natura metamorfica (ofioliti e calcescisti) oltreché argilliti e successioni carbonatiche, lungo l'allineamento Sestri Voltaggio.
Nel settore di competenza padana sono presenti litotipi afferenti al complesso sedimentario denominato "Btp - bacino terziario piemontese" sovrastanti, in discordanza stratigrafica, i terreni sopra citati.
A levante dei Giovi, fino all'abitato di Chiavari, il versante marittimo è costituito prevalentemente da flysch calcareo marnosi, per la restante parte si rilevano flysch scistoso argillitico e, in minor misura, successioni ofiolitiche e arenacee.
Nell'estremità orientale ligure affiorano rocce calcaree e arenacee di natura flyschoide afferenti alle sequenze toscane.

Allegati
  • Schema geologico
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