speleologia in ambiente carsico ligure
Carsismo e speleologia

Le aree carsiche, individuate in base all'art.4 della legge regionale 14/1990, interessano oltre 340 chilometri quadrati del territorio ligure (circa il 6%). Tali aree comprendono le principali e più estese zone di affioramento di rocce calcaree o dolomitiche (che costituiscono le litologie soggette a fenomeni "carsici") e di alterazione fisico-chimica che determina la dissoluzione di tali rocce per opera delle acque ruscellanti o percolanti.
Alle nostre latitudini, in corrispondenza delle aree di affioramento dei litotipi carbonatici, il fenomeno carsico è talmente efficace ed attivo da imprimere caratteri morfologici e idrogeologici unici e peculiari a queste porzioni di territorio: le grotte e i fiumi sotterranei sono sicuramente le forme più maestose e conosciute.

Le aree carsiche, oltre a possedere un grande fascino e un notevole interesse ambientale e culturale (basti pensare alle spettacolari grotte turistiche e ai numerosi ritrovamenti archeologici), sono ambienti estremamente delicati e fragili. Allo scopo di tutelarne e valorizzarne il patrimonio, nonché di promuovere lo sviluppo della speleologia, la Regione Liguria aveva approvato la legge regionale 14/1990.

Le azioni allora definite hanno trovato un ulteriore impulso nella nuova normativa, la legge regionale 39 del 6 ottobre 2009 "Norme per la valorizzazione della geodiversità, dei geositi e delle aree carsiche in Liguria" che prevede anche la creazione di un Catasto speleologico delle grotte liguri. Oltre 1.400 le cavità naturali censite, rappresentate da un visualizzatore cartografico unitamente ai perimetri delle aree carsiche che consente l'interrogazione sui dati catastali (lunghezza, dislivelli) ed eventuali riferimenti bibliografici.
La scala di riferimento è 1:25.000, fatta eccezione per 75 occorrenze a scala superiore a 1:10.000. Per tali grotte sono disponibili i rilievi topografici interni delle cavità, visualizzabili on-line tramite un apposito comando in basso nella finestra delle informazioni relative alla grotta interrogata. La gestione viene affidata alla Delegazione speleologica ligure, federazione della maggior parte dei gruppi speleologici in attività sul territorio ligure, alla quale viene riconosciuto il ruolo di riferimento unico per l'amministrazione regionale.
Il Catasto delle grotte si può visualizzare dalla voce "cartografia" della box di destra dei servizi on-line.

La legge 39/2009 promuove anche le attività correlate allo studio e alla valorizzazione del patrimonio carsico ligure come la realizzazione di numerose pubblicazioni tematiche, la creazione di itinerari escursionistici-didattici e la fruizione turistica di alcune grotte, come la Tana di Cà Freghè, gestita dal Parco dell'Aveto e la Grotta del Treno di Bergeggi

In prospettiva, anche la perimetrazione delle aree carsiche verrà rivista in base alla legge regionale n.39/2009. La nuova perimetrazione potrà contare su un quadro di conoscenze geologiche molto più approfondito rispetto a quello utilizzato per definire le aree vigenti e su un catasto delle grotte molto più ricco.
L'articolo 6, relativo alla disciplina delle aree carsiche, prevede soprattutto il rafforzamento della salvaguardia della risorsa idrica.
Tale obiettivo viene perseguito prevedendo la zonizzazione delle aree carsiche tramite l'individuazione dei settori maggiormente vulnerabili e modulando, di conseguenza, le norme di tutela. Queste disposizioni confluiranno nel Piano di tutela delle acque previsto dall'articolo 121 del decreto legislativo n.152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale". Questa azione è data dalla consapevolezza che gli acquiferi carsici sono connotati da regimi di alimentazione e deflusso assolutamente peculiari tali da rendere totalmente inefficaci le misure di tutela previste per gli acquiferi in mezzi porosi o in roccia fratturata.

La normativa citata è consultabile dal menu di destra dei servizi on-line.

speleologia in ambiente carsico ligure
Carsismo e speleologia

Le aree carsiche, individuate in base all'art.4 della legge regionale 14/1990, interessano oltre 340 chilometri quadrati del territorio ligure (circa il 6%). Tali aree comprendono le principali e più estese zone di affioramento di rocce calcaree o dolomitiche (che costituiscono le litologie soggette a fenomeni "carsici") e di alterazione fisico-chimica che determina la dissoluzione di tali rocce per opera delle acque ruscellanti o percolanti.
Alle nostre latitudini, in corrispondenza delle aree di affioramento dei litotipi carbonatici, il fenomeno carsico è talmente efficace ed attivo da imprimere caratteri morfologici e idrogeologici unici e peculiari a queste porzioni di territorio: le grotte e i fiumi sotterranei sono sicuramente le forme più maestose e conosciute.

Le aree carsiche, oltre a possedere un grande fascino e un notevole interesse ambientale e culturale (basti pensare alle spettacolari grotte turistiche e ai numerosi ritrovamenti archeologici), sono ambienti estremamente delicati e fragili. Allo scopo di tutelarne e valorizzarne il patrimonio, nonché di promuovere lo sviluppo della speleologia, la Regione Liguria aveva approvato la legge regionale 14/1990.

Le azioni allora definite hanno trovato un ulteriore impulso nella nuova normativa, la legge regionale 39 del 6 ottobre 2009 "Norme per la valorizzazione della geodiversità, dei geositi e delle aree carsiche in Liguria" che prevede anche la creazione di un Catasto speleologico delle grotte liguri. Oltre 1.400 le cavità naturali censite, rappresentate da un visualizzatore cartografico unitamente ai perimetri delle aree carsiche che consente l'interrogazione sui dati catastali (lunghezza, dislivelli) ed eventuali riferimenti bibliografici.
La scala di riferimento è 1:25.000, fatta eccezione per 75 occorrenze a scala superiore a 1:10.000. Per tali grotte sono disponibili i rilievi topografici interni delle cavità, visualizzabili on-line tramite un apposito comando in basso nella finestra delle informazioni relative alla grotta interrogata. La gestione viene affidata alla Delegazione speleologica ligure, federazione della maggior parte dei gruppi speleologici in attività sul territorio ligure, alla quale viene riconosciuto il ruolo di riferimento unico per l'amministrazione regionale.
Il Catasto delle grotte si può visualizzare dalla voce "cartografia" della box di destra dei servizi on-line.

La legge 39/2009 promuove anche le attività correlate allo studio e alla valorizzazione del patrimonio carsico ligure come la realizzazione di numerose pubblicazioni tematiche, la creazione di itinerari escursionistici-didattici e la fruizione turistica di alcune grotte, come la Tana di Cà Freghè, gestita dal Parco dell'Aveto e la Grotta del Treno di Bergeggi

In prospettiva, anche la perimetrazione delle aree carsiche verrà rivista in base alla legge regionale n.39/2009. La nuova perimetrazione potrà contare su un quadro di conoscenze geologiche molto più approfondito rispetto a quello utilizzato per definire le aree vigenti e su un catasto delle grotte molto più ricco.
L'articolo 6, relativo alla disciplina delle aree carsiche, prevede soprattutto il rafforzamento della salvaguardia della risorsa idrica.
Tale obiettivo viene perseguito prevedendo la zonizzazione delle aree carsiche tramite l'individuazione dei settori maggiormente vulnerabili e modulando, di conseguenza, le norme di tutela. Queste disposizioni confluiranno nel Piano di tutela delle acque previsto dall'articolo 121 del decreto legislativo n.152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale". Questa azione è data dalla consapevolezza che gli acquiferi carsici sono connotati da regimi di alimentazione e deflusso assolutamente peculiari tali da rendere totalmente inefficaci le misure di tutela previste per gli acquiferi in mezzi porosi o in roccia fratturata.

La normativa citata è consultabile dal menu di destra dei servizi on-line.

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