Scorci di costa ligure
Stabilimenti a rischio di incidente rilevante

La necessità di introdurre nel sistema giuridico una norma a prevenzione e controllo del rischio di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali, è emersa a seguito dal grave incidente avvenuto nello stabilimento ICMESA di Seveso (BS) nel luglio del 1976.
L'incidente, causato da uno sviluppo incontrollato di una reazione chimica non prevista, riversò nell'atmosfera una nube di gas altamente tossico contenente diossina, che colpì persone e animali, inquinando gravemente il suolo ed estendendo i suoi effetti dannosi anche alle generazioni future.

Il 24 giugno 1982 è stata emanata la direttiva CEE 82/501 del Consiglio europeo, la cosiddetta "Direttiva Seveso", sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali.
Questa direttiva, recepita dall'Italia con il decreto del Presidente della Repubblica 175/1988, introduce tra le forme di pressione sull'ambiente e sulle persone, il rischio di incidente rilevante connesso all'attività degli stabilimenti industriali e ne prevede il controllo da parte dell'autorità pubblica attraverso l'esame del rapporto di sicurezza. Il rapporto deve essere redatto e aggiornato periodicamente da ogni stabilimento che rientra nella norma citata.

Il 12 ottobre 1999 il decreto del Presidente della Repubblica 175/1988 è stato sostituito dal decreto legislativo 334/1999, che ha recepito la direttiva del Consiglio europeo 96/82/CE, la cosiddetta "Direttiva Seveso 2", nella quale il rischio di incidenti rilevanti viene sostanzialmente connesso alla presenza di determinate sostanze pericolose.

Il 16 dicembre 2003 il Parlamento europeo ha emanato una nuova direttiva sull'argomento, la 2003/105/CE, la cosiddetta "Seveso 3", che modifica la precedente "Seveso 2", e che l'Italia ha recepito il 21 settembre 2005 col decreto legislativo 238/2005.
Con l'emanazione del decreto legislativo 238/2005 l'impostazione del problema della sicurezza non cambia, ma viene ampliato il campo di applicazione (con l'introduzione di nuove sostanze e la modifica di alcune quantità-limite) e vengono rafforzati gli elementi innovativi già presenti nella "Seveso 2".

Per approfondimenti: Inventario nazionale degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante.

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Stabilimenti a rischio di incidente rilevante

La necessità di introdurre nel sistema giuridico una norma a prevenzione e controllo del rischio di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali, è emersa a seguito dal grave incidente avvenuto nello stabilimento ICMESA di Seveso (BS) nel luglio del 1976.
L'incidente, causato da uno sviluppo incontrollato di una reazione chimica non prevista, riversò nell'atmosfera una nube di gas altamente tossico contenente diossina, che colpì persone e animali, inquinando gravemente il suolo ed estendendo i suoi effetti dannosi anche alle generazioni future.

Il 24 giugno 1982 è stata emanata la direttiva CEE 82/501 del Consiglio europeo, la cosiddetta "Direttiva Seveso", sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali.
Questa direttiva, recepita dall'Italia con il decreto del Presidente della Repubblica 175/1988, introduce tra le forme di pressione sull'ambiente e sulle persone, il rischio di incidente rilevante connesso all'attività degli stabilimenti industriali e ne prevede il controllo da parte dell'autorità pubblica attraverso l'esame del rapporto di sicurezza. Il rapporto deve essere redatto e aggiornato periodicamente da ogni stabilimento che rientra nella norma citata.

Il 12 ottobre 1999 il decreto del Presidente della Repubblica 175/1988 è stato sostituito dal decreto legislativo 334/1999, che ha recepito la direttiva del Consiglio europeo 96/82/CE, la cosiddetta "Direttiva Seveso 2", nella quale il rischio di incidenti rilevanti viene sostanzialmente connesso alla presenza di determinate sostanze pericolose.

Il 16 dicembre 2003 il Parlamento europeo ha emanato una nuova direttiva sull'argomento, la 2003/105/CE, la cosiddetta "Seveso 3", che modifica la precedente "Seveso 2", e che l'Italia ha recepito il 21 settembre 2005 col decreto legislativo 238/2005.
Con l'emanazione del decreto legislativo 238/2005 l'impostazione del problema della sicurezza non cambia, ma viene ampliato il campo di applicazione (con l'introduzione di nuove sostanze e la modifica di alcune quantità-limite) e vengono rafforzati gli elementi innovativi già presenti nella "Seveso 2".

Per approfondimenti: Inventario nazionale degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante.

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