Competenze della Regione

Il processo di decentramento che negli ultimi anni ha interessato in Italia le competenze di gestione del territorio ha posto in capo alle regioni importanti funzioni anche per quanto riguarda la gestione e la tutela dell'ambiente marino costiero.
Gli aspetti di maggiore rilevanza, definiti dal Testo Unico Ambientale (il decreto legislativo 152/2006) e dalla legge regionale n.13/1998, sono i seguenti:

  • monitoraggio dell'ambiente marino costiero: è compito della Regione controllare periodicamente lo stato di salute del proprio mare. Tale controllo viene fatto sia a vasta scala, per verificare lo stato generale dell'ecosistema, sia a scala di maggior dettaglio, in funzione di particolari utilizzi del mare, come la balneazione o la molluschicoltura (si parla in questo caso di "acque a specifica destinazione funzionale")
  • classificazione dello stato di qualità: sulla base dei controlli la Regione classifica le proprie acque costiere, divise in settori (corpi idrici) omogenei, per individuare i necessari programmi di miglioramento. Entro il 31 dicembre 2008 ogni corpo idrico deve conseguire almeno i requisiti dello stato "sufficiente", entro il 22 dicembre 2015 deve essere raggiunto l'obiettivo di "buono"
  • opere di difesa della costa dall'erosione: alla Regione spetta la definizione dei criteri generali, dei requisiti qualitativi e delle modalità operative da osservarsi nella progettazione e nella realizzazione delle opere di difesa e di ripascimento delle spiagge, nonché la loro approvazione. In questo campo l'Ente ha assunto le funzioni di approvazione tecnica delle opere marittime, un tempo svolte per lo Stato dal Genio civile opere marittime
  • autorizzazione alla immersione e movimentazione di materiali in ambito marino: le opere marittime comportano l'immersione nella acque costiere, talvolta in grandi quantità, di materiali di varia natura (massi, sedimenti, cemento, manufatti). Quando l'opera non è sottoposta a procedura di Valutazione d'impatto ambientale (Via) è necessaria una specifica autorizzazione ambientale per verificare la compatibilità dell'intervento
La Regione, inoltre, svolge un importante ruolo di collaborazione e rappresentanza nell'ambito di iniziative di carattere internazionale come l'Accordo RAMOGE e il Santuario dei cetacei.

In conformità al D.Lgs.49/2010 (art.6 c.4) e alla Direttiva 2007/60/CE, sono state svolte le attività inerenti la definizione della metodologia e della mappatura cartografica delle aree potenzialmente allagabili per effetto delle inondazioni marine nel territorio costiero della Regione Liguria.
Le mappature delle fasce di pericolosità della costa ligure riguardano unicamente gli eventi con periodi di ritorno pari a 50 (frequenti) e 100 anni (poco frequenti). Per approfondire vai alle Mappe di pericolosità e rischio di alluvione.

Competenze della Regione

Il processo di decentramento che negli ultimi anni ha interessato in Italia le competenze di gestione del territorio ha posto in capo alle regioni importanti funzioni anche per quanto riguarda la gestione e la tutela dell'ambiente marino costiero.
Gli aspetti di maggiore rilevanza, definiti dal Testo Unico Ambientale (il decreto legislativo 152/2006) e dalla legge regionale n.13/1998, sono i seguenti:

  • monitoraggio dell'ambiente marino costiero: è compito della Regione controllare periodicamente lo stato di salute del proprio mare. Tale controllo viene fatto sia a vasta scala, per verificare lo stato generale dell'ecosistema, sia a scala di maggior dettaglio, in funzione di particolari utilizzi del mare, come la balneazione o la molluschicoltura (si parla in questo caso di "acque a specifica destinazione funzionale")
  • classificazione dello stato di qualità: sulla base dei controlli la Regione classifica le proprie acque costiere, divise in settori (corpi idrici) omogenei, per individuare i necessari programmi di miglioramento. Entro il 31 dicembre 2008 ogni corpo idrico deve conseguire almeno i requisiti dello stato "sufficiente", entro il 22 dicembre 2015 deve essere raggiunto l'obiettivo di "buono"
  • opere di difesa della costa dall'erosione: alla Regione spetta la definizione dei criteri generali, dei requisiti qualitativi e delle modalità operative da osservarsi nella progettazione e nella realizzazione delle opere di difesa e di ripascimento delle spiagge, nonché la loro approvazione. In questo campo l'Ente ha assunto le funzioni di approvazione tecnica delle opere marittime, un tempo svolte per lo Stato dal Genio civile opere marittime
  • autorizzazione alla immersione e movimentazione di materiali in ambito marino: le opere marittime comportano l'immersione nella acque costiere, talvolta in grandi quantità, di materiali di varia natura (massi, sedimenti, cemento, manufatti). Quando l'opera non è sottoposta a procedura di Valutazione d'impatto ambientale (Via) è necessaria una specifica autorizzazione ambientale per verificare la compatibilità dell'intervento
La Regione, inoltre, svolge un importante ruolo di collaborazione e rappresentanza nell'ambito di iniziative di carattere internazionale come l'Accordo RAMOGE e il Santuario dei cetacei.

In conformità al D.Lgs.49/2010 (art.6 c.4) e alla Direttiva 2007/60/CE, sono state svolte le attività inerenti la definizione della metodologia e della mappatura cartografica delle aree potenzialmente allagabili per effetto delle inondazioni marine nel territorio costiero della Regione Liguria.
Le mappature delle fasce di pericolosità della costa ligure riguardano unicamente gli eventi con periodi di ritorno pari a 50 (frequenti) e 100 anni (poco frequenti). Per approfondire vai alle Mappe di pericolosità e rischio di alluvione.

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