monitoraggio ambiente marino e costiero in Liguria
Monitoraggio ambiente marino costiero

Sulla base della normativa nazionale vigente (il decreto legislativo 152/2006, che ha sostituito il decreto legislativo 152/1999, noto come Testo Unico sulle Acque), la Regione Liguria effettua, tramite L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure (Arpal), tre diverse tipologie di controlli sulla qualità del mare:

  • Controllo dell'ecosistema costiero: prevede controlli a larga scala, lungo tutto l'arco costiero ligure, delle acque, dei sedimenti e dei popolamenti bentonici, al fine di fornire un quadro più completo dello stato di salute del mare. In questo caso la fascia di mare è piuttosto estesa, fino alla isobata di 50 metri, e viene monitorata non solo attraverso le tradizionali analisi di laboratorio, ma anche tramite lo studio di particolari elementi della fauna e della flora marini utilizzati come bioindicatori.
    Attualmente il litorale ligure è stato diviso in 26 tratti, considerati omogenei per le loro caratteristiche morfologiche, idrologiche, biologiche e socio-economiche. Ciascuna area deve essere classificata secondo uno schema che individua cinque classi di qualità (ottimo - buono - sufficiente - mediocre - pessimo): entro il 31 dicembre 2008 ogni tratto deve conseguire almeno i requisiti dello stato "sufficiente"; entro il 22 dicembre 2015 deve essere raggiunto l'obiettivo di "buono".
  • Controllo di tipo sanitario sulle acque di balneazione: dal 1 aprile al 30 settembre di ogni anno, con cadenza quindicinale, circa 400 punti lungo tutto l'arco costiero ligure vengono sottoposti a prelievi e analisi per verificare la salubrità delle acque. Una rete di controllo molto fitta (si tratta di più di un punto di controllo per chilometro di costa, per un minimo di dodici campionamenti all'anno per ogni punto), ma limitata alle acque immediatamente adiacenti alla costa, in funzione dell'utilizzo turistico balneare.
  • Controllo delle acque destinate alla molluschicoltura: in Liguria esistono attualmente due aree marine designate per la pratica della molluschicoltura, entrambe in provincia della Spezia, l'area della diga foranea del Golfo della Spezia e quella compresa tra Portovenere e l'Isola Palmaria. In entrambi questi siti l'Arpal effettua periodici controlli sulla qualità dell'ambiente marino tramite analisi delle acque e della polpa dei mitili.

Inoltre, in base alla normativa sulla valutazione di impatto ambientale, vengono condotti ogni anno numerosi studi locali legati alla progettazione e alla realizzazione delle opere costiere. Si tratta di indagini mirate specificatamente a singoli tratti costieri e che rappresentano una preziosa fonte di informazioni a supporto dei monitoraggi istituzionali.

monitoraggio ambiente marino e costiero in Liguria
Monitoraggio ambiente marino costiero

Sulla base della normativa nazionale vigente (il decreto legislativo 152/2006, che ha sostituito il decreto legislativo 152/1999, noto come Testo Unico sulle Acque), la Regione Liguria effettua, tramite L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure (Arpal), tre diverse tipologie di controlli sulla qualità del mare:

  • Controllo dell'ecosistema costiero: prevede controlli a larga scala, lungo tutto l'arco costiero ligure, delle acque, dei sedimenti e dei popolamenti bentonici, al fine di fornire un quadro più completo dello stato di salute del mare. In questo caso la fascia di mare è piuttosto estesa, fino alla isobata di 50 metri, e viene monitorata non solo attraverso le tradizionali analisi di laboratorio, ma anche tramite lo studio di particolari elementi della fauna e della flora marini utilizzati come bioindicatori.
    Attualmente il litorale ligure è stato diviso in 26 tratti, considerati omogenei per le loro caratteristiche morfologiche, idrologiche, biologiche e socio-economiche. Ciascuna area deve essere classificata secondo uno schema che individua cinque classi di qualità (ottimo - buono - sufficiente - mediocre - pessimo): entro il 31 dicembre 2008 ogni tratto deve conseguire almeno i requisiti dello stato "sufficiente"; entro il 22 dicembre 2015 deve essere raggiunto l'obiettivo di "buono".
  • Controllo di tipo sanitario sulle acque di balneazione: dal 1 aprile al 30 settembre di ogni anno, con cadenza quindicinale, circa 400 punti lungo tutto l'arco costiero ligure vengono sottoposti a prelievi e analisi per verificare la salubrità delle acque. Una rete di controllo molto fitta (si tratta di più di un punto di controllo per chilometro di costa, per un minimo di dodici campionamenti all'anno per ogni punto), ma limitata alle acque immediatamente adiacenti alla costa, in funzione dell'utilizzo turistico balneare.
  • Controllo delle acque destinate alla molluschicoltura: in Liguria esistono attualmente due aree marine designate per la pratica della molluschicoltura, entrambe in provincia della Spezia, l'area della diga foranea del Golfo della Spezia e quella compresa tra Portovenere e l'Isola Palmaria. In entrambi questi siti l'Arpal effettua periodici controlli sulla qualità dell'ambiente marino tramite analisi delle acque e della polpa dei mitili.

Inoltre, in base alla normativa sulla valutazione di impatto ambientale, vengono condotti ogni anno numerosi studi locali legati alla progettazione e alla realizzazione delle opere costiere. Si tratta di indagini mirate specificatamente a singoli tratti costieri e che rappresentano una preziosa fonte di informazioni a supporto dei monitoraggi istituzionali.

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