Autorizzazioni ex art.109

L'immersione in mare di materiali litoidi, inerti e manufatti come massi, terra, ghiaia, sabbia, cemento, deve essere regolamentata in quanto può produrre danni all'ecosistema marino. Questi materiali, infatti, pur non presentando alcun tipo di contaminazione chimica, possono seppellire o danneggiare comunità animali e vegetali di particolare pregio, se presenti, oppure causare un intenso e prolungato intorbidamento dell'acqua per la risospensione dei materiali più fini, che può interessare vaste aree a causa del trasporto litoraneo dei sedimenti.

L'art.109 del decreto legislativo 152/2006, combinato con l'art.21 della legge 179/2002 sancisce, per la tutela dell'ambiente marino, la necessità di una specifica autorizzazione ambientale per l'immersione in mare o in ambiti ad esso contigui (casse di colmata, spiagge) di:
a) materiale di escavo di fondali marini
b) inerti, materiali geologici inorganici e manufatti

Il rilascio della relativa autorizzazione compete:

  • allo Stato, per quanto riguarda il versamento di materiali di cui al punto a) per gli interventi ricadenti nelle aree protette marine nazionali e nel caso di condotti e cavi facenti parte di reti energetiche di interesse nazionale;
  • ai Comuni, per quanto riguarda gli interventi di ripascimento stagionale (art.5, c.1, lett.c, della l.r. n.13/99). La relativa procedura definita dal regolamento regionale 6/2002 e dai criteri di cui alla delibera di Giunta regionale n.1446/2009;
  • alla Regione, in tutti gli altri casi. L'ufficio regionale competente è il Settore ecosistema costiero e ciclo delle acque del dipartimento Ambiente. L'autorizzazione all'immersione in mare di materiali elencati al punto b) non è dovuta per le opere sottoposte a Valutazione d'impatto ambientale (Via) e per gli interventi di ripristino di opere esistenti che non comportino aumento di cubatura dell'opera stessa.
    La procedura per il rilascio dell'autorizzazione è definita dal regolamento regionale n.3/2007, così come integrato e modificato dal regolamento regionale n.5/2011, in allegato al quale è possibile trovare la modulistica per la presentazione dell'istanza di autorizzazione e le specifiche per la stesura della relativa relazione tecnica, nonché il modello per la comunicazione relativa alla realizzazione di opere di ripristino. La procedura per il rilascio dell'autorizzazione necessita del versamento di un contributo di 100 euro per le spese istruttorie, la cui ricevuta dovrà essere allegata all'istanza (per le modalità di pagamento è possibile contattare il Settore, anche per posta elettronica).
Autorizzazioni ex art.109

L'immersione in mare di materiali litoidi, inerti e manufatti come massi, terra, ghiaia, sabbia, cemento, deve essere regolamentata in quanto può produrre danni all'ecosistema marino. Questi materiali, infatti, pur non presentando alcun tipo di contaminazione chimica, possono seppellire o danneggiare comunità animali e vegetali di particolare pregio, se presenti, oppure causare un intenso e prolungato intorbidamento dell'acqua per la risospensione dei materiali più fini, che può interessare vaste aree a causa del trasporto litoraneo dei sedimenti.

L'art.109 del decreto legislativo 152/2006, combinato con l'art.21 della legge 179/2002 sancisce, per la tutela dell'ambiente marino, la necessità di una specifica autorizzazione ambientale per l'immersione in mare o in ambiti ad esso contigui (casse di colmata, spiagge) di:
a) materiale di escavo di fondali marini
b) inerti, materiali geologici inorganici e manufatti

Il rilascio della relativa autorizzazione compete:

  • allo Stato, per quanto riguarda il versamento di materiali di cui al punto a) per gli interventi ricadenti nelle aree protette marine nazionali e nel caso di condotti e cavi facenti parte di reti energetiche di interesse nazionale;
  • ai Comuni, per quanto riguarda gli interventi di ripascimento stagionale (art.5, c.1, lett.c, della l.r. n.13/99). La relativa procedura definita dal regolamento regionale 6/2002 e dai criteri di cui alla delibera di Giunta regionale n.1446/2009;
  • alla Regione, in tutti gli altri casi. L'ufficio regionale competente è il Settore ecosistema costiero e ciclo delle acque del dipartimento Ambiente. L'autorizzazione all'immersione in mare di materiali elencati al punto b) non è dovuta per le opere sottoposte a Valutazione d'impatto ambientale (Via) e per gli interventi di ripristino di opere esistenti che non comportino aumento di cubatura dell'opera stessa.
    La procedura per il rilascio dell'autorizzazione è definita dal regolamento regionale n.3/2007, così come integrato e modificato dal regolamento regionale n.5/2011, in allegato al quale è possibile trovare la modulistica per la presentazione dell'istanza di autorizzazione e le specifiche per la stesura della relativa relazione tecnica, nonché il modello per la comunicazione relativa alla realizzazione di opere di ripristino. La procedura per il rilascio dell'autorizzazione necessita del versamento di un contributo di 100 euro per le spese istruttorie, la cui ricevuta dovrà essere allegata all'istanza (per le modalità di pagamento è possibile contattare il Settore, anche per posta elettronica).
Allegati
  • Regolamento regionale n.6/2002:
  • Allegato 1 - Regolamento recante la disciplina del procedimento relativo all'approvazione degli interventi stagionali di ripascimento degli arenili, di cui all'art. 5, comma 1, lettera a) della l.r. 13/99 e succ. mod. ed int.
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  • Regolamento regionale n.3/2007
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  • Modello Istanza di autorizzazione ai sensi dell'art.109 del D.lgs. n.152/06
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  • Regolamento regionale n.5/2011
    Scarica il file in formato .Pdf (148 kb)
  • Modello Comunicazione opere di ripristino ai sensi dell'art.109, c.3 del D.lgs. n.152/06
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