movimentazione materiali in ambito costiero
Movimentazione di materiali in ambito costiero

Spesso si associa l'inquinamento e il degrado della qualità dell'ambiente marino all'immissione di sostanze nocive, siano esse veicolate da sistemi fognari, corsi d'acqua o da scarichi di attività produttive. Tuttavia altrettanto temibile è l'impatto prodotto dall'immersione in mare di materiali litoidi, inerti e manufatti come massi, terra, ghiaia, sabbia o cemento utilizzati per la costruzione di opere marittime. Questi materiali, anche quando non contaminati, possono produrre danni all'ecosistema se seppelliscono comunità animali e vegetali di particolare pregio oppure se il loro contenuto di materiali fini è elevato, nel qual caso si produce una diffusa torbidità dell'acqua ad opera del trasporto litoraneo dei sedimenti nei fondali prospicienti.
Per questo la movimentazione di materiali in ambito marino, deve essere autorizzata come previsto dall'art.109 del decreto legislativo n.152 del 2006, il testo unico ambientale. Fanno eccezione gli interventi assoggettati alla valutazione di impatto ambientale e quelli di semplice manutenzione di opere già esistenti.

L'autorizzazione viene rilasciata dalla Regione, come previsto dal Regolamento regionale n.3 del 2007, così come modificato e integrato dal Regolamento regionale n.5 del 2011, tranne che per gli interventi di ripascimento stagionali la cui approvazione è stata demandata ai Comuni con legge n.13 del 1999.
In allegato al Regolamento n.3/2007, così come modificato e integrato dal Regolamento n.5/2011, sono disponibili il modello per la presentazione dell'istanza di autorizzazione e le specifiche per la stesura della relativa relazione tecnica, nonché il modello per la comunicazione relativa alla realizzazione di opere di ripristino.

Un caso di particolare importanza è rappresentato dalla movimentazione di sedimenti di dragaggio, per i quali la Regione ha emanato specifici criteri tecnici finalizzati a rendere tali interventi, fondamentali per l'operatività dei porti, pienamente compatibili con le esigenze di salvaguardia ambientale.

  • la dgr n.955 del 15 settembre 2006 riportava i criteri per il riutilizzo di materiale dragato da fondali portuali all'interno di nuovi moli e banchine ed è stata successivamente modificata dalla dgr n.863 del 13 luglio 2012

  • la dgr n.1602 del 13 dicembre 2013 riporta i criteri per lo spostamento di sedimenti marini in ambito costiero al di fuori di strutture di contenimento nel rispetto del principio di sostenibilità ambientale

L'autorizzazione ambientale alle opere che comportano la movimentazione di materiali in ambito marino può contenere anche indicazioni puntuali relative alla fase di realizzazione degli interventi di carattere transitorio, con l'obiettivo di minimizzarne gli impatti. Il controllo del rispetto e dell'efficacia di tali prescrizioni è compito dell'Arpal - Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure, che lo svolge sulla base delle indicazioni delle "Linee guida relative ai controlli ambientali sulla realizzazione delle attività di immersione in mare dei materiali, di cui all'art. 35 del D.Lgs. 152/99", approvate dalla Regione Liguria nel maggio 2004.

movimentazione materiali in ambito costiero
Movimentazione di materiali in ambito costiero

Spesso si associa l'inquinamento e il degrado della qualità dell'ambiente marino all'immissione di sostanze nocive, siano esse veicolate da sistemi fognari, corsi d'acqua o da scarichi di attività produttive. Tuttavia altrettanto temibile è l'impatto prodotto dall'immersione in mare di materiali litoidi, inerti e manufatti come massi, terra, ghiaia, sabbia o cemento utilizzati per la costruzione di opere marittime. Questi materiali, anche quando non contaminati, possono produrre danni all'ecosistema se seppelliscono comunità animali e vegetali di particolare pregio oppure se il loro contenuto di materiali fini è elevato, nel qual caso si produce una diffusa torbidità dell'acqua ad opera del trasporto litoraneo dei sedimenti nei fondali prospicienti.
Per questo la movimentazione di materiali in ambito marino, deve essere autorizzata come previsto dall'art.109 del decreto legislativo n.152 del 2006, il testo unico ambientale. Fanno eccezione gli interventi assoggettati alla valutazione di impatto ambientale e quelli di semplice manutenzione di opere già esistenti.

L'autorizzazione viene rilasciata dalla Regione, come previsto dal Regolamento regionale n.3 del 2007, così come modificato e integrato dal Regolamento regionale n.5 del 2011, tranne che per gli interventi di ripascimento stagionali la cui approvazione è stata demandata ai Comuni con legge n.13 del 1999.
In allegato al Regolamento n.3/2007, così come modificato e integrato dal Regolamento n.5/2011, sono disponibili il modello per la presentazione dell'istanza di autorizzazione e le specifiche per la stesura della relativa relazione tecnica, nonché il modello per la comunicazione relativa alla realizzazione di opere di ripristino.

Un caso di particolare importanza è rappresentato dalla movimentazione di sedimenti di dragaggio, per i quali la Regione ha emanato specifici criteri tecnici finalizzati a rendere tali interventi, fondamentali per l'operatività dei porti, pienamente compatibili con le esigenze di salvaguardia ambientale.

  • la dgr n.955 del 15 settembre 2006 riportava i criteri per il riutilizzo di materiale dragato da fondali portuali all'interno di nuovi moli e banchine ed è stata successivamente modificata dalla dgr n.863 del 13 luglio 2012

  • la dgr n.1602 del 13 dicembre 2013 riporta i criteri per lo spostamento di sedimenti marini in ambito costiero al di fuori di strutture di contenimento nel rispetto del principio di sostenibilità ambientale

L'autorizzazione ambientale alle opere che comportano la movimentazione di materiali in ambito marino può contenere anche indicazioni puntuali relative alla fase di realizzazione degli interventi di carattere transitorio, con l'obiettivo di minimizzarne gli impatti. Il controllo del rispetto e dell'efficacia di tali prescrizioni è compito dell'Arpal - Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure, che lo svolge sulla base delle indicazioni delle "Linee guida relative ai controlli ambientali sulla realizzazione delle attività di immersione in mare dei materiali, di cui all'art. 35 del D.Lgs. 152/99", approvate dalla Regione Liguria nel maggio 2004.

Allegati
  • Linee guida relative ai controlli tecnici sulla realizzazione delle attività di immersione in mare di materiali di cui all'art. 35 del D.Lgs. 152/99
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