Posidonia oceanica e sic marini liguria
Posidonia oceanica e i Siti di interesse comunitario marini

Nel 1997 la Regione Liguria ha realizzato e comunicato al Ministero dell'Ambiente, in adempimento degli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria "Habitat" (e dal suo recepimento italiano, il Decreto del Presidente della Repubblica n.357/97), la perimetrazione dei siti di importanza comunitaria (SIC) liguri, cioè di aree caratterizzate dalla presenza di particolari habitat o specie (sia animali che vegetali) bisognosi e meritevoli di salvaguardia.
Fra questi figurano 26 siti marini, individuati dall'Università di Genova soprattutto sulla base della presenza di praterie di Posidonia oceanica, habitat ritenuto prioritario dalla direttiva europea. La Posidonia è infatti una pianta marina endemica del Mediterraneo, che costituisce vere e proprie foreste sottomarine fondamentali per l'equilibrio dell'ecosistema marino costiero (come mostrato nel video "Posidonia" disponibile nella sezione "pubblicazioni e video" della box di destra dei servizi on-line).

Purtroppo l'area di distribuzione di questo habitat (dalla linea di costa fino ad un massimo di 35-40 metri di profondità) corrisponde con la porzione di mare dove più incide l'attività umana (urbanizzazione, scarichi, porti, discariche, pesca): conseguentemente, nell'ultimo secolo le praterie di Posidonia hanno subito un generalizzato degrado, fino all'intera scomparsa lungo interi tratti costieri. Il fenomeno è aggravato dal particolare ritmo di crescita e propagazione della pianta, estremamente lento e tale per cui la scomparsa dell'habitat è da ritenersi una perdita irreversibile.

Al fine di mantenere e porre i presupposti di un recupero dell'attuale patrimonio ligure, la Regione ha condotto approfonditi studi sulla distribuzione e sulla dinamica di questo habitat in relazione con la realtà socio-economica della fascia costiera. Ciò ha permesso di:

  • individuare con migliore precisione la presenza delle praterie di Posidonia oceanica e di altri habitat di pregio lungo l'arco ligure: con dgr n.1561 del 2005 e più recentemente con dgr n.893 del 2010, n.613 del 2012 e n.705 del 2012, la Regione di concerto con il Ministero dell'Ambiente ha proposto una nuova perimetrazione dei SIC marini (oggi ufficiale). Essa ha incluso anche altri ambienti di grande valenza naturalistica quali il coralligeno, le beach-rock e alcune grotte sottomarine. La superficie complessiva dei sic marini è passata così da circa 5000 a circa 9000 ettari e il loro numero da 26 a 27. La cartografia aggiornata al 2012 è disponibile nella cartografia on-line

  • emanare le seguenti norme gestionali:
    - dgr n.773 del 16 luglio 2003 "Criteri per la valutazione degli impatti diretti ed indiretti sugli habitat naturali marini, art.16 lr n.38/98"; tale norma permette di valutare, nell'ambito delle procedure di impatto ambientale, la significatività di eventuali impatti di opere marittime a carico dei posidonieti
    - dgr n.1533 del 2 dicembre 2005 "Criteri diretti a salvaguardare l'habitat naturale prioritario di Posidonia oceanica". Questo documento analizza tutte le opere e le attività potenzialmente in grado di produrre impatti negativi sull'habitat fornendo le condizioni necessarie per una progettazione e una realizzazione compatibile. Tali indirizzi rappresentano una specifica norma tecnica tematica per la valutazione di incidenza.

  • realizzare uno specifico studio mirato a valutare l'impatto sui posidonieti delle attività di ormeggio e ancoraggio delle imbarcazioni da diporto. Lo studio comprende un documentario sui danni provocati dalle ancore, disponibile in visione dalla box di destra dei servizi on-line alla voce pubblicazioni e video, e ha portato alla deliberazione di specifiche misure di salvaguardia per alcune porzioni dei SIC marini liguri (dgr n.1507 del 6 novembre 2009), la cui cartografia è disponibile nei servizi on-line.

In attuazione di quanto disposto dal dpr n.357/97 e dal dm del 17 ottobre 2007, è necessario definire idonee misure di conservazione dei SIC marini, anche ai fini della loro successiva designazione in Zone Speciali di Conservazione - ZSC.
La Regione Liguria con la delibera n.1459 del 21 novembre 2014 ha adottato le Misure di conservazione dei SIC marini liguri appartenenti alla Regione Biogeografica Mediterranea (in attuazione dell'art.4 c.1 della lr n. 28/2009) tenendo conto delle osservazioni trasmesse dagli Enti gestori dei SIC in seguito alla presa visione della bozza del documento.

Come ogni pianta la posidonia rinnova stagionalmente le sue foglie: le foglie morte di questa pianta, accumulate dalle onde sulle spiagge, possono formare cumuli, chiamati con il nome francese di "banquettes", che rappresentano un prezioso elemento di difesa degli arenili dall'erosione e un microhabitat per molte specie animali. In certe situazioni tuttavia possono creare disagi alla fruizione balneare e per questo motivo la Regione, con la DGR 1488 del 07/12/2007, ha stabilito criteri tecnici per facilitarne la gestione lungo la costa.

Posidonia oceanica e sic marini liguria
Posidonia oceanica e i Siti di interesse comunitario marini

Nel 1997 la Regione Liguria ha realizzato e comunicato al Ministero dell'Ambiente, in adempimento degli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria "Habitat" (e dal suo recepimento italiano, il Decreto del Presidente della Repubblica n.357/97), la perimetrazione dei siti di importanza comunitaria (SIC) liguri, cioè di aree caratterizzate dalla presenza di particolari habitat o specie (sia animali che vegetali) bisognosi e meritevoli di salvaguardia.
Fra questi figurano 26 siti marini, individuati dall'Università di Genova soprattutto sulla base della presenza di praterie di Posidonia oceanica, habitat ritenuto prioritario dalla direttiva europea. La Posidonia è infatti una pianta marina endemica del Mediterraneo, che costituisce vere e proprie foreste sottomarine fondamentali per l'equilibrio dell'ecosistema marino costiero (come mostrato nel video "Posidonia" disponibile nella sezione "pubblicazioni e video" della box di destra dei servizi on-line).

Purtroppo l'area di distribuzione di questo habitat (dalla linea di costa fino ad un massimo di 35-40 metri di profondità) corrisponde con la porzione di mare dove più incide l'attività umana (urbanizzazione, scarichi, porti, discariche, pesca): conseguentemente, nell'ultimo secolo le praterie di Posidonia hanno subito un generalizzato degrado, fino all'intera scomparsa lungo interi tratti costieri. Il fenomeno è aggravato dal particolare ritmo di crescita e propagazione della pianta, estremamente lento e tale per cui la scomparsa dell'habitat è da ritenersi una perdita irreversibile.

Al fine di mantenere e porre i presupposti di un recupero dell'attuale patrimonio ligure, la Regione ha condotto approfonditi studi sulla distribuzione e sulla dinamica di questo habitat in relazione con la realtà socio-economica della fascia costiera. Ciò ha permesso di:

  • individuare con migliore precisione la presenza delle praterie di Posidonia oceanica e di altri habitat di pregio lungo l'arco ligure: con dgr n.1561 del 2005 e più recentemente con dgr n.893 del 2010, n.613 del 2012 e n.705 del 2012, la Regione di concerto con il Ministero dell'Ambiente ha proposto una nuova perimetrazione dei SIC marini (oggi ufficiale). Essa ha incluso anche altri ambienti di grande valenza naturalistica quali il coralligeno, le beach-rock e alcune grotte sottomarine. La superficie complessiva dei sic marini è passata così da circa 5000 a circa 9000 ettari e il loro numero da 26 a 27. La cartografia aggiornata al 2012 è disponibile nella cartografia on-line

  • emanare le seguenti norme gestionali:
    - dgr n.773 del 16 luglio 2003 "Criteri per la valutazione degli impatti diretti ed indiretti sugli habitat naturali marini, art.16 lr n.38/98"; tale norma permette di valutare, nell'ambito delle procedure di impatto ambientale, la significatività di eventuali impatti di opere marittime a carico dei posidonieti
    - dgr n.1533 del 2 dicembre 2005 "Criteri diretti a salvaguardare l'habitat naturale prioritario di Posidonia oceanica". Questo documento analizza tutte le opere e le attività potenzialmente in grado di produrre impatti negativi sull'habitat fornendo le condizioni necessarie per una progettazione e una realizzazione compatibile. Tali indirizzi rappresentano una specifica norma tecnica tematica per la valutazione di incidenza.

  • realizzare uno specifico studio mirato a valutare l'impatto sui posidonieti delle attività di ormeggio e ancoraggio delle imbarcazioni da diporto. Lo studio comprende un documentario sui danni provocati dalle ancore, disponibile in visione dalla box di destra dei servizi on-line alla voce pubblicazioni e video, e ha portato alla deliberazione di specifiche misure di salvaguardia per alcune porzioni dei SIC marini liguri (dgr n.1507 del 6 novembre 2009), la cui cartografia è disponibile nei servizi on-line.

In attuazione di quanto disposto dal dpr n.357/97 e dal dm del 17 ottobre 2007, è necessario definire idonee misure di conservazione dei SIC marini, anche ai fini della loro successiva designazione in Zone Speciali di Conservazione - ZSC.
La Regione Liguria con la delibera n.1459 del 21 novembre 2014 ha adottato le Misure di conservazione dei SIC marini liguri appartenenti alla Regione Biogeografica Mediterranea (in attuazione dell'art.4 c.1 della lr n. 28/2009) tenendo conto delle osservazioni trasmesse dagli Enti gestori dei SIC in seguito alla presa visione della bozza del documento.

Come ogni pianta la posidonia rinnova stagionalmente le sue foglie: le foglie morte di questa pianta, accumulate dalle onde sulle spiagge, possono formare cumuli, chiamati con il nome francese di "banquettes", che rappresentano un prezioso elemento di difesa degli arenili dall'erosione e un microhabitat per molte specie animali. In certe situazioni tuttavia possono creare disagi alla fruizione balneare e per questo motivo la Regione, con la DGR 1488 del 07/12/2007, ha stabilito criteri tecnici per facilitarne la gestione lungo la costa.

Allegati
  • Misure di Conservazione sito specifiche per i SIC marini liguri
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