Inquadramento normativo

Gli importanti atti legislativi emanati nel 2003 hanno definitivamente consolidato la normativa in materia di elettrosmog, che in questi ultimi anni è stata arricchita da linee guida e norme tecniche.
Il principale riferimento normativo resta la legge quadro n.36 del 22 febbraio 2001 sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, che detta i principi fondamentali in materia di salute dei lavoratori e della popolazione, nonché sulla tutela dell'ambiente e del paesaggio, promuovendo la ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica e le azioni di risanamento dove necessarie.

In attuazione di questa legge quadro sono stati emanati due decreti del Presidente del consiglio dei ministri entrambi dell'8 luglio 2003, che riguardano i campi generati da teleradiocomunicazioni ed elettrodotti. Tali decreti fissano i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione, le tecniche di misurazione e di determinazione dei livelli di esposizione e, per quanto riguarda gli elettrodotti, i criteri per la determinazione delle fasce di rispetto (la cui metodologia di calcolo sarà definita dall'Apat, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, e approvata dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio).

Prima ancora dell'emanazione della legge quadro n.36/2001, la Liguria si è dotata di una propria normativa con la legge regionale n.41 del 20 dicembre 1999, che introduce il Capo VI bis Tutela dall'inquinamento elettromagnetico nella legge regionale n.18 del 21 giugno 1999 (Adeguamento delle discipline e conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di ambiente, difesa del suolo ed energia).
Il capo VI bis della legge regionale costituisce uno dei primi tentativi in Italia di dare corpo ad una regolamentazione locale degli impianti a radiofrequenza e degli elettrodotti, con la definizione di specifiche competenze e di procedure per l'installazione e il controllo. Il susseguirsi in tempi tanto ravvicinati di modifiche ed integrazioni (l.r. n.11 del 24 febbraio 2000, l.r. n.29 del 27 marzo 2000, l.r n.39 del 30 ottobre 2000) attesta la complessità di una materia ancora nuova e in via di continua evoluzione. In materia di elettrodotti, alcune previsioni sono contenute anche nella l.r. 22/2007 "Norme in materia di energia".

Inquadramento normativo

Gli importanti atti legislativi emanati nel 2003 hanno definitivamente consolidato la normativa in materia di elettrosmog, che in questi ultimi anni è stata arricchita da linee guida e norme tecniche.
Il principale riferimento normativo resta la legge quadro n.36 del 22 febbraio 2001 sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, che detta i principi fondamentali in materia di salute dei lavoratori e della popolazione, nonché sulla tutela dell'ambiente e del paesaggio, promuovendo la ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica e le azioni di risanamento dove necessarie.

In attuazione di questa legge quadro sono stati emanati due decreti del Presidente del consiglio dei ministri entrambi dell'8 luglio 2003, che riguardano i campi generati da teleradiocomunicazioni ed elettrodotti. Tali decreti fissano i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione, le tecniche di misurazione e di determinazione dei livelli di esposizione e, per quanto riguarda gli elettrodotti, i criteri per la determinazione delle fasce di rispetto (la cui metodologia di calcolo sarà definita dall'Apat, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, e approvata dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio).

Prima ancora dell'emanazione della legge quadro n.36/2001, la Liguria si è dotata di una propria normativa con la legge regionale n.41 del 20 dicembre 1999, che introduce il Capo VI bis Tutela dall'inquinamento elettromagnetico nella legge regionale n.18 del 21 giugno 1999 (Adeguamento delle discipline e conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di ambiente, difesa del suolo ed energia).
Il capo VI bis della legge regionale costituisce uno dei primi tentativi in Italia di dare corpo ad una regolamentazione locale degli impianti a radiofrequenza e degli elettrodotti, con la definizione di specifiche competenze e di procedure per l'installazione e il controllo. Il susseguirsi in tempi tanto ravvicinati di modifiche ed integrazioni (l.r. n.11 del 24 febbraio 2000, l.r. n.29 del 27 marzo 2000, l.r n.39 del 30 ottobre 2000) attesta la complessità di una materia ancora nuova e in via di continua evoluzione. In materia di elettrodotti, alcune previsioni sono contenute anche nella l.r. 22/2007 "Norme in materia di energia".

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