Zonizzazione acustica del territorio

La Regione fissa i criteri per la zonizzazione acustica del territorio: la suddivisione del territorio comunale in zone, ad ognuna delle quali corrisponde un diverso limite del rumore (misurato in decibel) ammissibile. I limiti stabiliti sono diversi nelle ore diurne e notturne e dipendono dalla destinazione d'uso del territorio. A tal fine le aree sono divise in particolarmente protette, destinate ad uso prevalentemente residenziale, miste, di intensa attività umana, prevalentemente industriali, esclusivamente industriali. La zonizzazione, primo atto propedeutico al risanamento del territorio è adottata dai comuni e approvata dalle province. In Liguria 233 comuni su 235 hanno già adottato la zonizzazione.

Gli interventi di risanamento stabiliti dalla Regione rispettano alcuni criteri di priorità fissati dall'amministrazione stessa. In particolare, si privilegia la realizzazione di opere al servizio di ospedali, scuole, aree residenziali e turistiche e gli interventi di risanamento eseguiti nelle zone dove il superamento in decibel dei limiti di rumore è più frequente ed elevato e colpisce un maggior numero di residenti.
La consistenza della popolazione esposta al rumore è il parametro di misura fondamentale scelto dal decreto legislativo 194/2005 con il quale l'Italia ha adeguato la sua normativa al dettato comunitario. Successivi decreti attuativi prevedono che i piani di azione per il contenimento dell'inquinamento acustico interessino gli agglomerati urbani superiori a 100.000 abitanti e le grandi infrastrutture di trasporto ferroviario e autostradale.
I piani, elaborati dalle autorità competenti, sono verificati dalla Regione e individuano le azioni utili affinché le emissioni sonore presenti in ogni area rispettino le previsioni contenute nelle mappature acustiche strategiche preventivamente definite.
Le mappe acustiche e i piani di azione che riguardano assi stradali, ferroviari, aeroporti e agglomerati urbani principali sono comunicati dalla Regione al Ministero dell'Ambiente e alla Commissione Europea.

La normativa citata è consultabile dal menu di destra dei servizi on-line.

Zonizzazione acustica del territorio

La Regione fissa i criteri per la zonizzazione acustica del territorio: la suddivisione del territorio comunale in zone, ad ognuna delle quali corrisponde un diverso limite del rumore (misurato in decibel) ammissibile. I limiti stabiliti sono diversi nelle ore diurne e notturne e dipendono dalla destinazione d'uso del territorio. A tal fine le aree sono divise in particolarmente protette, destinate ad uso prevalentemente residenziale, miste, di intensa attività umana, prevalentemente industriali, esclusivamente industriali. La zonizzazione, primo atto propedeutico al risanamento del territorio è adottata dai comuni e approvata dalle province. In Liguria 233 comuni su 235 hanno già adottato la zonizzazione.

Gli interventi di risanamento stabiliti dalla Regione rispettano alcuni criteri di priorità fissati dall'amministrazione stessa. In particolare, si privilegia la realizzazione di opere al servizio di ospedali, scuole, aree residenziali e turistiche e gli interventi di risanamento eseguiti nelle zone dove il superamento in decibel dei limiti di rumore è più frequente ed elevato e colpisce un maggior numero di residenti.
La consistenza della popolazione esposta al rumore è il parametro di misura fondamentale scelto dal decreto legislativo 194/2005 con il quale l'Italia ha adeguato la sua normativa al dettato comunitario. Successivi decreti attuativi prevedono che i piani di azione per il contenimento dell'inquinamento acustico interessino gli agglomerati urbani superiori a 100.000 abitanti e le grandi infrastrutture di trasporto ferroviario e autostradale.
I piani, elaborati dalle autorità competenti, sono verificati dalla Regione e individuano le azioni utili affinché le emissioni sonore presenti in ogni area rispettino le previsioni contenute nelle mappature acustiche strategiche preventivamente definite.
Le mappe acustiche e i piani di azione che riguardano assi stradali, ferroviari, aeroporti e agglomerati urbani principali sono comunicati dalla Regione al Ministero dell'Ambiente e alla Commissione Europea.

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